All’indomani della Liberazione, la provincia di Modena versava in una gravissima situazione economica e sociale. La guerra aveva lasciato parte della popolazione in una condizione di miseria, mentre la vita di numerose famiglie era segnata da difficoltà e ristrettezze materiali. Il conflitto aveva danneggiato anche la struttura produttiva della provincia, colpendo le infrastrutture e il già ridotto patrimonio industriale.
In questo scenario, il 25 maggio 1945, a neanche un mese dalla fine della guerra, un gruppo di commercianti modenesi si riunì nella sede della vecchia Confederazione fascista del commercio per costituire l’Associazione dei commercianti di Modena e provincia.
Sotto la presidenza del vicesindaco socialista Roberto Monzani, lui stesso commerciante, convennero cinque commercianti in rappresentanza dei diversi partiti del Cln provinciale: Ugo Casolari per la Democrazia Cristiana, Armando Comini per il Partito Socialista, Aldo Dallari per il Partito Comunista, Armando Gozzi per il Partito d’Azione e Domenico Montorsi per il Partito Liberale. In quella storica seduta si dichiarò costituita l’Associazione dei commercianti della provincia di Modena, e la riunione dei convenuti assunse la funzione di Commissione provvisoria. Domenico Montorsi fu nominato presidente provvisorio della neoistituita associazione, mentre l’incarico di segretario fu affidato al dottor Cesare Neviani.
Il nostro logo ha radici nobili e antiche: discende dal simbolo dell’Arte dei Mercatanti o di Calimala, una delle Arti Maggiori tra le Corporazioni di Firenze, le cui prime notizie risalgono al 1150.
Le origini della parola Calimala sono incerte; si pensa che possa derivare dal latino callis malus, ovvero stradaccia, oppure dal greco kalòs mallòs, che significa bella lana. In effetti, le botteghe e i magazzini dei mercanti appartenenti alla corporazione si concentravano quasi tutti in questa antica strada di Firenze.
Gli associati a questa potente corporazione importavano le migliori materie prime, come la lana grezza proveniente dall’Inghilterra o dalla penisola iberica, le stoffe e i tessuti dalla Francia (per questo detti panni franceschi) e preziosi, come perle, corallo, oro, argento e seta.
Organizzavano inoltre compagnie commerciali e aprirono diverse filiali e magazzini in molte città europee e nordafricane. Gli agenti dell’Arte di Calimala marchiavano le pezze acquistate sulle piazze estere con una sorta di codice a barre ante litteram che indicava il Paese di provenienza e il prezzo pagato in moneta locale. Per il trasporto le confezionavano nella caratteristica forma di torsello, la balla di stoffe arrotolate che l’Aquila dei commercianti regge tra gli artigli.
Se sulle facciate dei palazzi e tra gli stemmi nobiliari di Firenze si trovano ancora a distanza di secoli evidenti tracce del simbolo storico dei mercanti, l’Aquila di Calimala è l’attualissimo logo scelto da Confcommercio. Il simbolo di una classe imprenditoriale vocata al commercio nella sua più ampia accezione, dalla conoscenza al servizio, dall’internazionalizzazione all’innovazione, alla responsabilità sociale. Caratteristiche, queste, che, nel tempo hanno fatto riconoscere nel simbolo dei mercanti fiorentini il ben più vasto settore degli operatori del commercio, del turismo, e dei servizi.